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A .......
come alfa, l'inizio di tutto.....

A.......
come l'iniziale del nome più amato......

A.......
come l'iniziale  del nome di casa della nostra prima gatta birmana......

A......
come Altare, il nostro paese......

A......
come allevamento......

A......
come  Adelasia, la principessa da cui prende il
nome...


La leggenda di Adelasia

(liberamente tratta dalle cronache di Fra Jacopo d'Acqui che all'inizio del Trecento narró la leggenda, tanto cantata  nelle corti, dell'amore di Adelasia, figlia dell'imperatore, e di Aleramo, povero scudiero, da cui sorse la dinastia degli Aleramici, marchesi del Monferrato che un tempo dominavano i luoghi in cui viviamo).

              
Si narra che un nobile originario della Sassonia non avendo figli fece il voto di andare in pellegrinaggio.

Nell'anno 904, ottenuta la grazia, il nobiluomo e 
la moglie incinta si misero in cammino e, una volta giunti nella diocesi di  Acqui, la donna partorì un bimbo a cui i signori del luogo tenendolo a battesimo misero nome Aleramo, da "Aler" che nel volgar piemontese antico significava "Allegro" ( per rappresentare la gioia portata da tale nascita).   

         
Dopo   un    mese   i  genitori  ripresero   il   pellegrinaggio  e  lasciarono il figlioletto  con  una balia per poi riprenderlo al ritorno.

          
Purtroppo,  peró,  i  due  morirono  durante il  viaggio "ma tanta era la graziosa avvenenza" del fanciullo e "tale in tutti la pietà del nobil sangue" che i signori del castello lo crebbero come un figlio preparandolo alla vita di scudiero.

Si narra che il giovane fosse affascinante, virtuoso ed elegante, dimostrando giorno per giorno le nobili origini. 
           
Avvenne che l’imperatore Ottone di Sassonia scese in Italia perché alcune cittá della Lombardia si erano ribellate alla sua autoritá.


Aleramo   "il bello scudiere, bellamente arredato" si presentó al cospetto dell’imperatore, che conosciute le origini tedesche ed  apprezzatene  le doti .... lo fece cavaliere e lo volle come valletto alla sua corte.

 


Fu in quel luogo che, tra l'ammirazione delle  dame e  damigelle, venne notato  anche  da Adelasia la splendida principessa, la figlia di Ottone che se ne innamoró perdutamente, ricambiata.

Aleramo temendo che l’imperatore si sarebbe opposto al loro amore, organizzó  la   fuga   con Adelasia  e  ricordandosi dei  luoghi  natii portó l'amata sulle colline tra la Liguria ed il Piemonte.
Il   luogo   dove  costruì   una   capanna  di tronchi ed arbusti si trova nei boschi poco lontani da casa nostra ed é noto come " Rocca dell'Adelasia".

              
Aleramo   si  guadagnava  da  vivere  facendo il  carbonaio  mentre Adelasia ricamava oggetti da vendere in cittá. Si narra che ebbero quattro o sette figli.

               
Scoppiata nuovamente la  guerra, Aleramo, schieratosi al fianco del Vescovo di  Albenga in favore dell'Imperatore  con  il    figlio  sedicenne Ottone compí   eroiche imprese,    tanto   che l'imperatore volle conoscere l'ardito cavaliere.    

          
Svelato   il  segreto   l'Imperatore  accolse  con  immensa gioia  e   tenerezza la figlia Adelasia che credeva perduta, il genero Aleramo ed i nipoti.  

      
Vinta la guerra, il 21 marzo 967, l’Imperatore conferì la dignità di marchese ad Aleramo e gli promise in dono tutto il territorio piemontese che in tre giorni fosse riuscito a percorrere a cavallo.  

           
Aleramo cavalco' tre giorni e tre notti nelle zone tra quelle cittá che ora si chiamano Alessandria , Savona e Saluzzo.

          
La leggenda narra che Aleramo volle prima della gran corsa ferrare il cavallo e che non trovando gli strumenti adatti adoperò un mattone (che nel volgare piemontese é detto "Mun") così il cavallo fu ferrato ("Frrha") da cui viene il nome "Munfrrha", cioé Monferrato.

                 
Altare, il nostro paese, che fa parte tutt'ora della Diocesi di Acqui Terme, faceva anticamente parte del Marchesato del Monferrato e sotto detto dominio divenne famoso per l'arte del vetro che ancor oggi lo rende meta di turisti alla scoperta delle meraviglie dell'"alte vitrie".


Nei boschi poco sopra Altare si trova la Rocca dell'Adelasia, luogo magico e misterioso.


Ad Adelasia ed alla sua leggenda abbiamo voluto ricondurre il nostro allevamento amatoriale a livello familiare, la nostra magica avventura accanto a quelle splendide creature incantate che sono i Sacri di Birmania: anche la loro storia é leggenda e viverci accanto é magia.                                                                                                                                                                                                                                                            Maria Grazia ed Angelica